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Troppo antiquata la carta fedeltà? Niente affatto! Le carte fedeltà sono ancora molto presenti nei portafogli dei consumatori e spingono oltre il 50% di loro a tornare nei punti vendita. Ampiamente utilizzate dai clienti più maturi durante gli acquisti, i giovani sotto i 30 anni dimenticano regolarmente di presentarle spontaneamente. Eppure sarebbe riduttivo e rischioso trascurare la fidelizzazione dei giovani.
Fidelizzazione dei giovani: comportamento d’acquisto
Tutt’altro: i giovani consumatori, i 15-25enni, sono da corteggiare e fidelizzare, perché se rappresentano la clientela di domani, sono già clienti esigenti con un forte potenziale commerciale. La fidelizzazione della clientela si basa su una relazione affettiva e duratura con il cliente: ignorare la fidelizzazione dei giovani equivale a un vero e proprio suicidio commerciale!
I giovani consumatori sono particolarmente sensibili ai marchi; i loro acquisti, tutt’altro che impulsivi, sono spesso ragionati e pragmatici (un budget limitato rende esigenti!).
Carta fedeltà generazione Y
Molto sensibili a sconti, promozioni personalizzate, vantaggi cumulabili, servizi gratuiti, buoni acquisto, ecc. La generazione Y è davvero così difficile da catturare e fidelizzare? No, se si pensa a un programma fedeltà per i giovani adeguato: semplice, conviviale, personalizzato, ludico. Questa generazione non aderirà mai a un programma con regole di fedeltà oscure e vincolanti; più accorti dei clienti più anziani nell’evitare le trappole, saranno invece attratti dalle migliori offerte. È sufficiente adattare la propria fidelizzazione della clientela a queste esigenze specifiche, nella sostanza e nella forma, a partire da un database costantemente aggiornato (il 70% dei giovani cambia indirizzo nel corso dell’anno), utilizzare supporti e messaggi di comunicazione meno tradizionali, persino originali, senza cadere nel “giovanilismo”, privilegiando i nuovi canali di comunicazione come l’email e l’SMS.
Adottare una comunicazione appropriata
Un francese su 10 ha oggi scaricato un’applicazione legata a un programma fedeltà sul proprio smartphone e il 45% della generazione Y desidera consultare i propri punti fedeltà e geolocalizzare i negozi in cui può beneficiare di offerte.
Qui risiede la nuova sfida: gli strumenti disponibili oggi permettono ai marchi di restare connessi con i propri clienti. I giovani sono quindi pronti a impegnarsi «se hanno la sensazione di concludere un accordo onesto»; spetta ai marchi adattarsi. La posta in gioco della fidelizzazione dei giovani è alta, perché sono allo stesso tempo consumatori e potenziali ambassador, grazie alla loro appartenenza a una community sempre più ampia attraverso l’uso quotidiano dei social network.
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